
Esslingen 2000

Rome 2003

Malborghetto 2004


Acicastello 2007


Burning man 2008


Daegu 2008


La torre di Malborghetto testimonia in modo evidente di ciò che è un processo storico: un intrico di riappropriazione e di rigetto della tradizione, una stratificazione occasionale di svariate eredità. Dall’epoca romana a quella contemporanea perfino un luogo periferico come questo non ha cessato di cambiare di funzione e di subire trasformazioni. Rimane, attraverso tutte le manipolazioni e le mutilazioni che ha subito, una sorta di icona di se stesso, che proprio nell’attuale stadio di indifferenziazione trova la propria individualità.
L’installazione presentata in questo sito intende sviluppare in modo allegorico l’affermazione che precede.
Il lavoro nominato La preoccupazione del padre di famiglia, il cui titolo si ispira a un noto racconto kafkiano, è un episodio di fotografia della storia.
Lungi dal trattare con fini dimostrativi i soggetti offerti dal passato storico, Puglia li riprende esaltandone in modo parodistico la loro natura fantomatica. In quest’opera, in particolare, sono mescolate e poste a confronto immagini amatoriali semi-sconosciute e immagini divenute emblemi dell’arte fotografica del XX° secolo.
Da un lato l’artista ha scelto ritratti singoli tratti da un fondo locale, quello del villaggio di Dale, sulla costa occidentale della Norvegia. Prima di essere consegnate all’archivio - su invito delle autorità comunali e per la costituzione di una memoria collettiva - queste fotografie di ragazze in abito da sposa e di giovani in uniforme di leva erano conosciute solo dai loro diretti discendenti.
Dall’altro lato Puglia ha ripreso alcuni dei ritratti che compongono la celebre summa enciclopedica di August Sander, Uomini del ventesimo secolo (Menschen des 20. Jahrunderts), pubblicata in Germania nel 1929. Le persone fotografate da Sander sono i personaggi di un album pubblico ordinato per categorie sociali.
Le due serie di immagini, una volta riprodotte e svuotate di una delle loro funzioni, quella documentaria, vengono ri-presentate in una deformazione anamorfica - che ne vuole rilevare il carattere di ombre vesperali - e ridotte a monogrammi fotografici, puri segni di un passato incombente. La fragile testimonianza della fotografia diviene qui una sorta di derisoria iconicità.
La presentazione di queste figure sotto forma di vessillo è un ulteriore processo deformante. Queste banderuole di seta, sparse sul pratone di Malborghetto e svolazzanti alla minima brezza, spiccano sullo sfondo di quello che – prima che un monumento archeologico – è il prodotto degli usi e disusi della storia. Esse segnalano semplicemente la presenza del passato e la nostra responsabilità nei suoi confronti: hic est historia.
2004



